Tassazione fringe benefit nel 2026: tutte le novità

Nel 2026 i fringe benefit continuano a rappresentare uno degli strumenti più efficienti per integrare la retribuzione dei lavoratori riducendo il cuneo fiscale. Tuttavia, la loro gestione richiede attenzione: le soglie di esenzione sono confermate per il triennio 2025-2027, ma il superamento anche minimo dei limiti comporta l’imponibilità dell’intero importo. Il limite si applica secondo il principio di cassa, considerando il valore normale dei beni e servizi erogati nel periodo d’imposta ai sensi dell’art. 9 del TUIR. La disciplina fiscale dei fringe benefit è contenuta nell’articolo 51 del TUIR, che stabilisce quali beni e servizi concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente e in quali casi possono essere esclusi da tassazione. Le novità confermate dalla Legge di Bilancio 2026 riguardano principalmente:

  • soglie di esenzione differenziate;
  • inclusione di specifiche tipologie di benefit nel plafond annuale;
  • aggiornamento delle percentuali per le auto aziendali in uso promiscuo;
  • incremento della soglia di esenzione per i buoni pasto elettronici.

In questa guida analizziamo nel dettaglio cosa cambia nel 2026, quanto si paga realmente e quali sono le implicazioni per aziende e dipendenti.

 

Cosa sono i fringe benefit e come avviene la loro tassazione

I fringe benefit sono compensi in natura erogati dal datore di lavoro in aggiunta alla retribuzione ordinaria. Non si tratta di somme in denaro, ma di beni o servizi che hanno comunque un valore economico: auto aziendale, buoni acquisto, rimborsi di utenze domestiche, dispositivi elettronici, prestiti agevolati.

Dal punto di vista fiscale, la regola generale è chiara: i fringe benefit concorrono a formare reddito da lavoro dipendente, salvo che rientrino nei limiti di esenzione previsti annualmente, e come tali possono essere soggetti a tassazione.

Per il 2026, le soglie restano confermate:

  • 1.000 euro annui per la generalità dei lavoratori;
  • 2.000 euro annui per i lavoratori con figli fiscalmente a carico.

Se il valore complessivo dei benefit concessi nel corso dell’anno resta entro questi limiti, non si applicano né IRPEF né contributi previdenziali. Se invece il limite viene superato anche solo di un euro, l’intero importo diventa imponibile, non soltanto la parte eccedente.

Questo meccanismo è uno dei punti più delicati nella gestione operativa.

 

Le soglie 2026: come funzionano davvero

Plafond annuale e regola del “tutto o niente”

La soglia opera su base annuale e riguarda il totale dei benefit concessi al singolo lavoratore. Esempio pratico:

  • Dipendente senza figli che riceve 950 euro di fringe benefit → interamente esente.
  • Dipendente senza figli che riceve 1.001 euro → l’intero importo diventa imponibile ai fini IRPEF e contributivi.

Per i lavoratori con figli fiscalmente a carico la soglia è raddoppiata a 2.000 euro. È necessaria un’autocertificazione corretta per poter applicare il limite maggiorato.

È fondamentale sottolineare che nel plafond rientrano molte tipologie di benefit, anche molto diverse tra loro, e la sommatoria può generare facilmente superamenti involontari.

Quali benefit rientrano nella soglia di esenzione

Nel 2026 rientrano nel plafond da 1.000 o 2.000 euro, tra gli altri:

  • auto aziendali in uso promiscuo;
  • buoni acquisto e gift card;
  • buoni carburante;
  • rimborsi per utenze domestiche (luce, gas, acqua);
  • canone di locazione dell’abitazione principale;
  • interessi sul mutuo prima casa;
  • dispositivi aziendali concessi per uso anche personale;
  • prestiti agevolati (per la quota di risparmio sugli interessi).

Tra i benefit che possono concorrere al plafond rientrano, se previsti dalla normativa vigente per l’anno di riferimento, anche i rimborsi per utenze domestiche, canoni di locazione e interessi sul mutuo prima casa.

La varietà delle tipologie incluse rende evidente come una gestione non coordinata possa portare rapidamente al superamento della soglia.

 

Auto aziendali nel 2026: nuove percentuali e impatto fiscale

Una delle novità più rilevanti riguarda le auto aziendali concesse in uso promiscuo. Il valore del fringe benefit viene calcolato applicando una percentuale al costo chilometrico ACI, e nel 2026 le percentuali sono orientate alla sostenibilità ambientale:

  • 10% del costo ACI per veicoli esclusivamente elettrici (BEV);
  • 20% del costo ACI per veicoli ibridi plug-in (PHEV);
  • 50% del costo ACI per veicoli tradizionali (benzina, diesel, mild-hybrid).

Ciò significa che, a parità di veicolo, un’auto elettrica genera un benefit imponibile significativamente più basso rispetto a un’auto tradizionale. Le nuove percentuali si applicano ai contratti stipulati dal 1° gennaio dell’anno di riferimento. Per i contratti precedenti possono continuare ad applicarsi le vecchie regole (25%–30% ecc. a seconda del periodo).

Il valore così determinato confluisce nel plafond annuale dei fringe benefit e può determinare il superamento della soglia.

 

Buoni pasto 2026: cosa cambia

Nel 2026 viene rafforzato il trattamento dei buoni pasto elettronici:

  • 10 euro al giorno esenti per i buoni elettronici;
  • 4 euro al giorno per i buoni cartacei.

La parte eccedente queste soglie giornaliere è imponibile, ma non rientra nella logica “tutto o niente” del plafond annuale dei fringe benefit. Questo aspetto è spesso fonte di confusione: i buoni pasto hanno una disciplina autonoma rispetto al limite complessivo di 1.000/2.000 euro. L’eventuale eccedenza rispetto al limite giornaliero è imponibile solo per la parte eccedente, senza effetto retroattivo sull’intero importo.

 


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Quanto si paga realmente? Simulazione concreta

Per comprendere il vantaggio fiscale, confrontiamo un aumento lordo in busta paga con un fringe benefit esente.

Ipotesi: 1.000 euro concessi al dipendente.

Se erogati come aumento:

  • si applicano contributi INPS aziendali (circa 24%);
  • si applicano contributi INPS a carico dipendente;
  • si applica IRPEF secondo aliquota marginale.

Il netto percepito dal lavoratore può ridursi sensibilmente e il costo per l’azienda aumenta.

Se erogati come fringe benefit entro soglia:

  • nessuna IRPEF;
  • nessun contributo;
  • costo azienda pari all’importo erogato.

La differenza di efficienza fiscale è evidente.

 

Impatto per l’azienda e deducibilità

Dal lato aziendale, i fringe benefit sono integralmente deducibili dal reddito d’impresa come costo del personale. Non si tratta di una semplice agevolazione per il dipendente, ma di uno strumento che:

  • ottimizza il costo del lavoro;
  • migliora il pacchetto retributivo;
  • consente flessibilità nell’assegnazione (anche a singoli dipendenti).

Tuttavia, l’errore nel calcolo delle soglie o la mancanza di documentazione (ad esempio autocertificazione per figli a carico) può generare recuperi fiscali e contributivi significativi.

Errori comuni

Le criticità più frequenti sono:

  • mancato monitoraggio progressivo del plafond annuale;
  • errata classificazione di benefit inclusi nella soglia;
  • superamento della soglia di pochi euro;
  • gestione documentale incompleta.

Nel 2026, la complessità non è tanto normativa quanto operativa: la corretta pianificazione è ciò che fa la differenza tra vantaggio e rischio.

 

Conclusioni

Nel 2026 i fringe benefit restano uno degli strumenti più efficienti per integrare la retribuzione, ma la loro efficacia ed eventuale tassazione dipende dalla corretta gestione delle soglie e dalla pianificazione preventiva.

Per l’imprenditore, la domanda non è solo “quanto posso erogare”, ma “come strutturo il sistema di benefit per massimizzare l’efficienza fiscale senza rischiare contestazioni”. Per il lavoratore, sapere come funziona il meccanismo consente di comprendere perché un benefit possa valere più di un aumento in busta paga.

La vera differenza non la fa la norma, ma la capacità di utilizzarla in modo consapevole.

 

FAQ – Tassazione fringe benefit 2026

Qual è la soglia di esenzione nel 2026?

1.000 euro per tutti i dipendenti, 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico.

Cosa succede se supero la soglia di 1.000 o 2.000 euro?

L’intero importo diventa imponibile ai fini IRPEF e contributivi.

Le auto aziendali rientrano nel plafond?

Sì. Il valore imponibile è calcolato applicando percentuali differenziate (10%, 20% o 50%) sul costo ACI. Per i contratti precedenti possono trovare applicazione regole transitorie.

I buoni pasto rientrano nella soglia?

I buoni pasto hanno una disciplina autonoma con limiti giornalieri di esenzione (10 euro elettronici, 4 euro cartacei).

 


Nei prossimi articoli esploreremo ulteriormente ogni aspetto della pianificazione fiscale, continuate a seguirci per ogni dettaglio e aggiornamento!