Società in accomandita semplice (SAS) nel 2026: tassazione, novità e quando conviene

La Società in Accomandita Semplice (SAS) è una forma societaria che continua a essere utilizzata da molti imprenditori italiani, nonostante la crescente diffusione della SRL. Ma nel 2026, con le aliquote IRPEF aggiornate e le nuove opportunità offerte dalle società di capitali, la SAS conviene ancora?

La risposta non è scontata. La SAS presenta vantaggi specifici (semplicità gestionale, costi contenuti, assenza di obbligo di deposito del bilancio presso il Registro delle Imprese – resta comunque l’obbligo di tenuta delle scritture contabili) che la rendono competitiva in determinati contesti. Al tempo stesso, la tassazione per trasparenza in capo ai soci e la responsabilità illimitata del socio accomandatario rappresentano limiti significativi.

In questa guida analizziamo la tassazione aggiornata della SAS nel 2026, le novità fiscali rilevanti, il confronto con la SRL e le situazioni in cui la SAS resta la scelta più efficiente.

 

Come funziona la tassazione della SAS

Il principio di trasparenza fiscale

La SAS è una società di persone e, come tale, è soggetta al regime di trasparenza fiscale: il reddito prodotto dalla società non è tassato in capo alla società stessa, ma viene imputato direttamente ai soci in proporzione alle rispettive quote di partecipazione agli utili, indipendentemente dall’effettiva distribuzione (art. 5 TUIR).

Questo significa che i soci pagano le imposte sul reddito loro attribuito anche se gli utili restano nella società. A differenza della SRL, dove gli utili non distribuiti non generano imposizione in capo ai soci, nella SAS il reddito è tassato per competenza.

IRPEF progressiva: le aliquote 2026

Il reddito imputato ai soci persone fisiche è soggetto a IRPEF con le aliquote progressive vigenti nel 2026:

  • fino a 28.000 euro: 23%;
  • da 28.001 a 50.000 euro: 33%;
  • oltre 50.000 euro: 43%.

Per le persone fisiche con reddito complessivo superiore a 200.000 euro, la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, commi 3 e 4) ha previsto un meccanismo di sterilizzazione del beneficio fiscale derivante dalla riduzione dell’aliquota intermedia.

A queste aliquote si aggiungono le addizionali regionali e comunali, che possono incidere per un ulteriore 1,5% – 3,5% a seconda del luogo di residenza del socio.

 

IRAP e contributi INPS

IRAP: aliquota e base imponibile

La SAS è soggetta a IRAP con aliquota base del 3,9%, variabile a livello regionale. La determinazione della base imponibile non segue integralmente né il principio di cassa né quello di competenza, ma risponde a regole specifiche previste dal D.Lgs. 446/1997. Per le società in contabilità ordinaria si applica un criterio fondato sulla competenza economica, mentre per quelle in contabilità semplificata sono previste modalità semplificate di determinazione della base imponibile.

A partire dal 2023, le SAS con ricavi non superiori a 500.000 euro (se attività di servizi) o 800.000 euro (se altre attività) possono adottare il regime di contabilità semplificata, con effetti anche sulla determinazione dell’IRAP.

Contribuzione INPS: il peso più rilevante

Uno degli aspetti più onerosi della SAS riguarda la contribuzione INPS. I soci accomandatari (e i soci accomandanti che prestano attività lavorativa) sono iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti dell’INPS e versano contributi sul reddito d’impresa attribuito al socio, imputato per trasparenza, entro i limiti minimo e massimale previsti annualmente dall’INPS.

I contributi si calcolano su un reddito minimale (18.808 euro nel 2026, fonte: Circolare INPS n. 14/2026) con aliquota del 24,48% per i commercianti e del 24% per gli artigiani. L’aliquota del 24,48% per i commercianti include già lo 0,48% destinato al finanziamento dell’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale. Sul reddito eccedente il minimale, si applica la medesima aliquota fino al massimale contributivo.

Il carico contributivo può essere molto significativo: su un reddito di 50.000 euro, i contributi INPS possono superare i 12.000 euro per ciascun socio lavoratore. Il minimale contributivo per il 2026 è fissato a 18.808 euro (Circolare INPS n. 14/2026).

 

SAS vs SRL nel 2026: confronto fiscale

Tassazione a confronto su 80.000 euro di reddito

Per comprendere la differenza, consideriamo un reddito d’impresa di 80.000 euro e un unico socio lavoratore.

SAS (socio accomandatario):

  • IRPEF progressiva sull’imponibile al netto dei contributi deducibili (circa 60.500 euro): circa 18.200 euro;
  • addizionali regionali e comunali: circa 1.200 euro;
  • contributi INPS Gestione Commercianti: circa 19.500 euro;
  • IRAP (3,9%): circa 3.120 euro;
  • carico complessivo indicativo: circa 42.000 euro (circa il 52,5% del reddito).

SRL (con compenso amministratore di 40.000 euro e utile residuo reinvestito):

  • IRPEF sul compenso: circa 10.400 euro;
  • contributi Gestione Separata INPS sul compenso: circa 14.000 euro;
  • IRES sull’utile residuo (40.000 euro): 9.600 euro;
  • IRAP: circa 3.120 euro;
  • carico complessivo indicativo: circa 37.100 euro (circa il 46% del reddito).

Questo significa che, a parità di reddito, la SAS può comportare un carico fiscale e contributivo superiore anche del 10-15% rispetto a una SRL ben strutturata.

Nota importante! Le simulazioni sono puramente esemplificative e basate su ipotesi semplificate. Il carico effettivo dipende dalla situazione specifica del contribuente (deduzioni, detrazioni, altri redditi, regione di residenza). La valutazione deve essere effettuata caso per caso con il supporto di un professionista.

Il vantaggio della SRL si amplia ulteriormente se si considerano gli strumenti di pianificazione fiscale disponibili (TFM, regime di trasparenza ex art. 116 TUIR, struttura holding). A tale proposito, è opportuno segnalare che la Legge di Bilancio 2026 aveva inizialmente introdotto soglie minime di partecipazione (5% o valore fiscale pari o superiore a 500.000 euro) per l’applicazione dell’esclusione del 95% sui dividendi e sulle plusvalenze da partecipazioni (dividend exemption e PEX). Tali soglie sono state successivamente abrogate retroattivamente dal D.L. 38/2026, in vigore dal 28 marzo 2026, ripristinando integralmente il regime precedente. L’episodio evidenzia l’instabilità normativa in materia, di cui è opportuno tenere conto nella pianificazione a medio termine.

 

Quando la SAS conviene ancora

I casi in cui la SAS resta competitiva

Nonostante il confronto fiscale spesso sfavorevole, la SAS può essere la scelta giusta in alcune situazioni specifiche:

  • attività con redditi contenuti (sotto i 28.000 euro annui): l’aliquota IRPEF del 23% è comparabile all’IRES, e i costi di gestione della SAS sono significativamente inferiori a quelli della SRL;
  • attività familiari con più soci lavoratori: la distribuzione del reddito tra più soci riduce l’impatto degli scaglioni IRPEF progressivi;
  • esigenza di semplicità gestionale: nessun obbligo di bilancio, possibilità di contabilità semplificata, costi del commercialista più contenuti;
  • attività in fase di avviamento con esigenze di liquidità: la SAS non richiede un capitale sociale minimo e non ha i costi di costituzione notarile della SRL ordinaria;
  • attività con durata limitata o progettuale: la SAS si presta a collaborazioni temporanee tra soci con ruoli diversi (gestionale per l’accomandatario, finanziario per l’accomandante).

Il ruolo del socio accomandante

Un vantaggio strutturale della SAS è la possibilità di avere soci accomandanti che partecipano agli utili senza responsabilità illimitata e senza obbligo di contribuzione INPS (a condizione che non prestino attività lavorativa). Questa configurazione può essere utile per coinvolgere investitori o familiari nella compagine sociale senza esporli ai rischi tipici dell’attività d’impresa.

Per un approfondimento sulla differenza tra i due ruoli, si rimanda alla guida sulla differenza tra socio accomandante e socio accomandatario.

 

Quando passare dalla SAS alla SRL

I segnali che indicano il momento giusto

La trasformazione da SAS a SRL è un’operazione che molti imprenditori valutano quando:

  • il reddito d’impresa supera stabilmente i 40.000/50.000 euro annui: oltre questa soglia, la tassazione IRPEF progressiva diventa meno efficiente rispetto all’IRES proporzionale;
  • si vuole proteggere il patrimonio personale: la responsabilità illimitata del socio accomandatario è un rischio crescente al crescere dell’attività;
  • si vogliono utilizzare strumenti di pianificazione fiscale avanzati: compenso amministratore, TFM, regime PEX, struttura holding;
  • l’impresa necessita di maggiore credibilità verso banche e fornitori;
  • si pianifica un passaggio generazionale o una cessione dell’attività.

La trasformazione è fiscalmente neutrale ai sensi dell’art. 170 TUIR, a condizione che non emergano componenti straordinarie o disallineamenti fiscali. Per approfondire, si rimanda alla guida sulla trasformazione da SAS a SRL.

Per chi proviene da una SNC, è disponibile anche un approfondimento specifico sulla trasformazione da SNC a SRL.

 

Novità fiscali 2026 rilevanti per la SAS

Le modifiche che impattano sulle società di persone

Le principali novità del 2026 che interessano la SAS:

  • nuova aliquota IRPEF intermedia al 33% (scaglione 28.001 – 50.000 euro), ridotta rispetto al precedente 35%;
  • sterilizzazione del beneficio per redditi superiori a 200.000 euro (L. 199/2025, art. 1, commi 3 e 4);
  • abolizione della rateizzazione delle plusvalenze su singoli beni strumentali (L. 199/2025, art. 1, commi 42 e 43): dal 2026 la plusvalenza da cessione di beni strumentali è tassata integralmente nell’anno di realizzo. La rateizzazione resta disponibile solo per le cessioni d’azienda o di ramo d’azienda;
  • aggiornamento dei minimali contributivi INPS per artigiani e commercianti.

Disclaimer: la disciplina della rateizzazione delle plusvalenze è stata oggetto di modifiche recenti. È necessario verificare caso per caso la normativa vigente al momento dell’operazione.

 

Conclusioni

La SAS resta una forma societaria valida per specifiche situazioni: attività con redditi contenuti, contesti familiari, esigenze di semplicità gestionale. Ma al crescere del reddito e della complessità, i limiti della tassazione per trasparenza, della responsabilità illimitata e dell’assenza di strumenti di pianificazione diventano sempre più evidenti.

Il passaggio alla SRL non è sempre la risposta giusta (ha costi e complessità proprie), ma va valutato seriamente quando il reddito supera i 40.000/50.000 euro e la protezione patrimoniale diventa una priorità.

Come sempre, la scelta della forma societaria non è mai solo fiscale: è una decisione strategica che deve tenere conto della situazione patrimoniale, degli obiettivi di crescita, della struttura familiare e della visione di lungo periodo dell’imprenditore.

 

FAQ – SAS tassazione 2026

Come viene tassata la SAS?

Il reddito della SAS è tassato per trasparenza in capo ai soci con IRPEF progressiva (aliquote dal 23% al 43% nel 2026), indipendentemente dall’effettiva distribuzione degli utili. Si aggiungono IRAP e contributi INPS.

Quanto pesa l’INPS nella SAS?

I soci lavoratori versano contributi alla Gestione Artigiani o Commercianti con aliquota intorno al 24-24,48% sul reddito, partendo da un minimale di 18.808 euro. Su redditi elevati, il carico può superare i 12.000 euro per socio.

Quando conviene passare da SAS a SRL?

Generalmente quando il reddito supera stabilmente i 40.000/50.000 euro annui, si vuole proteggere il patrimonio personale o si vogliono utilizzare strumenti di pianificazione fiscale avanzati (compenso, TFM, holding).

La SAS è ancora conveniente nel 2026?

Può esserlo per attività con redditi contenuti, contesti familiari o esigenze di semplicità. Ma al crescere del reddito, la tassazione IRPEF progressiva e i contributi INPS rendono la SRL fiscalmente più efficiente nella maggior parte dei casi.

La trasformazione da SAS a SRL genera plusvalenze?

No, la trasformazione è fiscalmente neutrale ai sensi dell’art. 170 TUIR, se effettuata nel rispetto delle condizioni previste. Non genera plusvalenze tassabili.

 


Nei prossimi articoli esploreremo ulteriormente ogni aspetto delle società di persone e della pianificazione fiscale d’impresa, continuate a seguirci per ogni dettaglio e aggiornamento!