La distribuzione utili SRL è uno dei temi più ricorrenti tra gli imprenditori che gestiscono una società a responsabilità limitata. La domanda è semplice: come prelevare i soldi dalla SRL nel modo fiscalmente più efficiente?
Non esiste una risposta unica. Esistono diverse modalità (compenso amministratore, dividendi, TFM, rimborsi spese) e ciascuna ha un impatto diverso su IRPEF, IRES, contributi INPS e costo complessivo per la società. La scelta dipende dalla situazione specifica: reddito del socio, fase della società, obiettivi di pianificazione.
In questa guida approfondiamo le quattro modalità principali per estrarre valore dalla SRL, confrontandole sotto il profilo fiscale e contributivo con una simulazione concreta su 50.000 euro.
Le quattro modalità per prelevare dalla SRL
Le opzioni a disposizione dell’imprenditore
L’estrazione di valore da una SRL può avvenire attraverso canali diversi, ciascuno regolato da norme fiscali specifiche. Le modalità principali sono:
- compenso dell’amministratore;
- distribuzione di dividendi (utili);
- Trattamento di Fine Mandato (TFM);
- rimborsi spese e fringe benefit.
L’errore più comune: affidarsi a un solo canale
Ogni canale presenta vantaggi e limiti. L’errore più frequente è affidarsi a uno solo di essi senza valutare il mix ottimale. La distribuzione utili SRL tramite dividendi, ad esempio, è la modalità più intuitiva ma non sempre la più efficiente.
Compenso amministratore: deducibile ma tassato come reddito
Come funziona il compenso e la sua deducibilità
Il compenso dell’amministratore è la forma più diretta di prelievo. È un costo deducibile per la società ai fini IRES ai sensi dell’art. 95 del TUIR (principio di cassa: deducibile nell’esercizio in cui viene effettivamente pagato) e genera reddito assimilato a lavoro dipendente per l’amministratore (art. 50, comma 1, lett. c-bis, TUIR). Per un approfondimento completo sulla tassazione del compenso amministratore SRL è utile valutare l’impatto complessivo su IRPEF, addizionali e contributi.
I vantaggi principali:
- la società riduce l’imponibile IRES (24%);
- ai fini IRAP, la deducibilità del compenso non è automatica e dipende dalla qualificazione del rapporto: se l’amministratore è un professionista con partita IVA che fattura alla società, il compenso rientra tra i costi per servizi (voce B7 del conto economico) ed è deducibile ai fini IRAP; se invece percepisce un compenso assimilato a lavoro dipendente, la deducibilità IRAP è generalmente esclusa (Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 132/E del 4 aprile 2008);
- il compenso abbatte l’utile distribuibile, riducendo anche la base per i dividendi.
Gli svantaggi:
- il compenso è soggetto a IRPEF progressiva (aliquote dal 23% al 43%);
- si versano contributi alla Gestione Separata INPS (35,03% per soggetti non iscritti ad altre gestioni, 24% per chi è già iscritto ad altra gestione).
Quando conviene il compenso
Il compenso dell’amministratore conviene particolarmente quando il reddito complessivo dell’amministratore si colloca nelle fasce IRPEF più basse, si vuole massimizzare la deduzione in capo alla società e si vuole costruire una posizione previdenziale.
Distribuzione utili SRL: come funziona la tassazione dei dividendi
La procedura e l’imposta sostitutiva del 26%
La distribuzione utili SRL avviene tramite delibera assembleare, dopo l’approvazione del bilancio. I dividendi possono essere distribuiti solo a valere sugli utili risultanti dal bilancio regolarmente approvato, al netto della riserva legale (5% fino al raggiungimento di un quinto del capitale sociale, ai sensi dell’art. 2430 del Codice Civile).
Per i soci persone fisiche che detengono partecipazioni qualificate o non qualificate, la tassazione dei dividendi è uniforme dal 2018: ritenuta a titolo d’imposta del 26% (art. 27 D.P.R. 600/1973, come modificato dalla Legge di Bilancio 2018).
La distribuzione utili SRL non è soggetta a contributi INPS per il socio non lavoratore. Questo è un vantaggio significativo rispetto al compenso amministratore.
Il carico fiscale complessivo e quando conviene
Tuttavia, i dividendi non sono deducibili per la società: vengono distribuiti dall’utile netto, già tassato con IRES al 24%. Il carico fiscale complessivo sui dividendi è quindi la somma di IRES (24%) + ritenuta dividendi (26% sul netto), per un’imposizione totale effettiva di circa il 43,76%.
La distribuzione utili SRL tramite dividendi è conveniente quando:
- l’amministratore ha già un reddito elevato e un ulteriore compenso sarebbe tassato nelle fasce IRPEF più alte;
- si vuole evitare la contribuzione alla Gestione Separata INPS;
- la società ha utili accumulati e non necessita di ulteriori deduzioni.
Non conviene, invece, quando la società potrebbe beneficiare della deduzione del compenso per ridurre l’imponibile IRES e, ove applicabile, IRAP.
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Trattamento di Fine Mandato (TFM): la leva spesso sottovalutata
Come funziona la tassazione separata del TFM
Il TFM è un’indennità che la società riconosce all’amministratore al termine del mandato. È regolato dall’art. 17, comma 1, lett. c), del TUIR e gode di un trattamento fiscale agevolato: tassazione separata con aliquota media dei cinque anni precedenti, generalmente inferiore all’aliquota marginale IRPEF. Per approfondire il funzionamento e la tassazione del TFM è consigliabile valutare la convenienza caso per caso.
Per la società, il TFM può essere dedotto per competenza mediante accantonamenti annuali, ma solo se il diritto risulta da un atto scritto con data certa anteriore all’inizio del mandato e con importo determinato o determinabile. In mancanza di questi requisiti, la deduzione avviene per cassa, al momento dell’effettivo pagamento.
Quando il TFM è più vantaggioso
Il TFM è particolarmente vantaggioso quando l’amministratore ha un mandato pluriennale e un reddito complessivo medio-alto. La tassazione separata evita il cumulo con gli altri redditi, generando un risparmio significativo rispetto alla tassazione ordinaria.
Il requisito fondamentale è che la delibera di accantonamento abbia data certa anteriore all’inizio del rapporto. Senza questa condizione, il TFM è tassato ordinariamente e perde la sua convenienza.
Rimborsi spese e fringe benefit
I rimborsi spese come estrazione indiretta di valore
I rimborsi spese documentati per trasferte, viaggi, vitto e alloggio non costituiscono reddito per l’amministratore e sono deducibili per la società, nei limiti previsti dalla normativa. Rappresentano una forma indiretta di estrazione di valore senza impatto fiscale, purché effettivi e inerenti all’attività aziendale.
I fringe benefit come integrazione al pacchetto retributivo
I fringe benefit (auto aziendale, buoni pasto, polizze assicurative, contributi a fondi pensione) sono esenti da IRPEF entro le soglie stabilite annualmente dalla Legge di Bilancio e deducibili per la società.
Queste forme non sostituiscono le modalità principali di distribuzione utili SRL, ma le integrano. Un piano di welfare strutturato può ridurre il costo complessivo del lavoro e aumentare il netto percepito dall’amministratore o dai dipendenti.
Simulazione: 50.000 euro estratti con ciascun metodo
Il confronto numerico
Per rendere concreto il confronto, consideriamo un amministratore unico e socio di una SRL che vuole ottenere 50.000 euro netti.
- Dividendi: per ottenere 50.000 euro netti tramite dividendi, il socio deve percepire un dividendo lordo di circa 67.567 euro. Considerando l’IRES al 24%, la società deve generare un utile ante imposte di circa 88.905 euro. Il carico fiscale complessivo teorico si attesta intorno al 43,76%, cui possono aggiungersi eventuali effetti IRAP in base al caso concreto.
- Compenso amministratore: il costo complessivo del compenso non è standardizzabile, perché dipende da diversi fattori: aliquota IRPEF personale, addizionali locali, contribuzione INPS e presenza di altri redditi. In generale, il compenso può risultare più efficiente quando l’amministratore si colloca nelle fasce IRPEF medio-basse e la società beneficia della deduzione ai fini IRES.
- TFM: il Trattamento di Fine Mandato rappresenta una soluzione intermedia: consente una deduzione in capo alla società (se correttamente strutturato) e una tassazione separata in capo all’amministratore. L’aliquota effettiva dipende dalla media dei redditi degli anni precedenti e può risultare inferiore rispetto alla tassazione ordinaria, ma deve essere valutata caso per caso.
Il mix ottimale dipende dalla situazione specifica
Non esiste una soluzione universalmente migliore. La scelta tra dividendi, compenso e TFM dipende dalla posizione fiscale dell’amministratore, dalla situazione previdenziale e dagli obiettivi della società. Per individuare il mix più efficiente è consigliabile rivolgersi a un professionista che possa analizzare la situazione nel suo complesso.
Conclusioni
La distribuzione utili SRL è solo una delle modalità per estrarre valore dalla società. Affidarsi esclusivamente ai dividendi (o al solo compenso amministratore) significa spesso pagare più tasse del necessario.
La combinazione ottimale tra compenso, dividendi, TFM e benefit dipende da variabili concrete: la fascia IRPEF dell’amministratore, la necessità di costruire una posizione previdenziale, la redditività della società e la strategia patrimoniale di lungo periodo.
Una pianificazione fiscale strutturata (che consideri tutte le leve disponibili e le calibri sulla situazione reale) può fare la differenza tra un prelievo inefficiente e un’estrazione di valore ottimizzata. È una valutazione che richiede competenze specifiche e un approccio personalizzato.
FAQ – Distribuzione Utili SRL
Come si tassano i dividendi di una SRL?
I dividendi distribuiti a soci persone fisiche sono soggetti a ritenuta a titolo d’imposta del 26%, sia per partecipazioni qualificate che non qualificate (art. 27 D.P.R. 600/1973).
Il compenso amministratore è deducibile per la SRL?
Sì, è deducibile ai fini IRES nell’esercizio in cui viene effettivamente corrisposto (principio di cassa, art. 95 TUIR). Ai fini IRAP, invece, la deducibilità non è automatica e dipende dalla qualificazione del compenso: è ammessa se l’amministratore opera come professionista con partita IVA (costo classificato nella voce B7 del conto economico), mentre è generalmente esclusa per i compensi assimilati a lavoro dipendente.
I dividendi sono soggetti a contributi INPS?
No, i dividendi percepiti dal socio non lavoratore non sono soggetti a contribuzione previdenziale.
Cos’è il TFM e quando conviene?
Il Trattamento di Fine Mandato è un’indennità riconosciuta all’amministratore alla cessazione dell’incarico. Conviene quando il mandato è pluriennale e il reddito è medio-alto, grazie alla tassazione separata.
Qual è il modo più conveniente per prelevare dalla SRL?
Non esiste una modalità universalmente migliore. Il mix ottimale tra compenso, dividendi e TFM dipende dalla situazione fiscale e patrimoniale specifica dell’imprenditore e della società.
Nei prossimi articoli esploreremo ulteriormente ogni aspetto della pianificazione fiscale, continuate a seguirci per ogni dettaglio e aggiornamento!
Foto di Gustavo Fring

