Holding di famiglia: tassazione dei dividendi ed esempio

In sintesi. La holding di famiglia è una società, di solito una SRL, che detiene le partecipazioni nelle società operative della famiglia e, spesso, immobili e liquidità. I dividendi che riceve sono tassati solo sul 5% del loro ammontare (art. 89 TUIR): con l’IRES al 24% l’imposta effettiva è dell’1,2%. Dal 2026 serve una partecipazione di almeno il 5% o dal valore fiscale di almeno 500.000 euro. Quando la holding distribuisce utili ai soci persone fisiche si applica il 26%.

Sempre più imprenditori italiani si trovano a dover affrontare sfide complesse: dalla protezione del proprio patrimonio familiare alla necessità di ridurre il carico fiscale in modo legale. La holding di famiglia si presenta come una delle soluzioni più efficaci, non solo per pianificare una corretta successione generazionale, ma anche per strutturare al meglio la propria impresa.

Questo articolo fornisce una guida completa su cos’è una holding di famiglia, come si crea, quali vantaggi offre e perché potrebbe essere il tassello mancante nella tua pianificazione patrimoniale e fiscale.

 

La holding di famiglia

Una holding di famiglia è una società costituita tipicamente in forma di SRL o SPA, il cui scopo principale è quello di detenere e gestire le partecipazioni in una o più società operative che fanno capo allo stesso nucleo familiare. Ma non solo: può essere intestataria anche di beni immobili, strumenti finanziari, diritti su marchi e brevetti, opere d’arte o altri asset strategici, diventando un vero e proprio strumento di gestione e protezione del patrimonio complessivo. La sua funzione è quella di fungere da cassaforte societaria e patrimoniale, centralizzando il controllo delle attività familiari in un’unica entità giuridica.

Come funziona

Il modello più comune di holding familiare prevede una struttura “a piramide”. In cima si colloca la holding – la società madre – che possiede la totalità o la maggioranza delle quote delle società controllate, le quali continuano a svolgere la propria attività operativa. I membri della famiglia, a loro volta, detengono le partecipazioni della holding. Questo consente loro di esercitare un controllo indiretto, ma efficace, su tutte le attività sottostanti.

La gestione è semplificata e centralizzata. Le decisioni strategiche vengono prese a livello della holding, il che permette una visione unitaria e una direzione coerente dell’intero gruppo. Questo riduce i conflitti tra soci, soprattutto in presenza di più generazioni familiari, e consente di gestire con maggiore efficienza gli utili, le riserve e gli investimenti.

Come si crea

La creazione di una holding di famiglia prevede alcune fasi ben precise:

  • Scelta della forma giuridica: la SRL è la più utilizzata, per la sua flessibilità, ma in casi specifici si può optare per una SPA.
  • Redazione dell’atto costitutivo e dello statuto: è fondamentale che lo statuto sia personalizzato, includendo clausole relative alla gestione familiare, al passaggio generazionale, alle limitazioni alla circolazione delle quote, e alla governance.
  • Conferimento dei beni: possono essere conferite partecipazioni societarie (quote di altre società), beni immobili, strumenti finanziari e altri asset rilevanti.
  • Iscrizione nel Registro delle Imprese: una volta perfezionata la costituzione, la società assume piena operatività.

È importante, in questa fase, valutare anche le implicazioni fiscali dei conferimenti, optando per soluzioni che non generino imposte immediate. Per il conferimento di partecipazioni societarie, è possibile adottare il regime di realizzo controllato (art. 177, comma 2 TUIR) o quello del conferimento di partecipazioni “di controllo o collegamento” (comma 2-bis), a condizione che sussistano i requisiti oggettivi e soggettivi. È necessaria una pianificazione per evitare imposte su eventuali plusvalenze latenti.

Come strutturarla

La struttura di una holding familiare non può essere standard: va costruita su misura. Gli elementi fondamentali da progettare attentamente sono:

  • Rapporto con le società partecipate: è necessario definire bene il perimetro di controllo e i flussi economici tra la holding e le controllate (dividendi, royalties, affitti, prestazioni di servizi).
  • Ruolo degli amministratori e dei soci: chi gestisce l’operatività? Chi prende le decisioni? Serve stabilire un equilibrio tra potere gestionale e quote di partecipazione.
  • Assetti successori e patrimoniali: la holding consente di facilitare il passaggio generazionale, ma solo se vengono previsti strumenti adeguati come patti di famiglia, clausole statutarie vincolanti o trust collegati.
  • Rispetto delle normative fiscali e civilistiche: è essenziale che la holding sia strutturata in modo da essere incontestabile, coerente e trasparente. Un supporto legale e tributario professionale diventa quindi indispensabile.

Una holding ben progettata è uno strumento di governance, ottimizzazione fiscale e protezione patrimoniale potentissimo. Ma ogni dettaglio – dalla tipologia di beni conferiti alla disciplina delle relazioni familiari – deve essere valutato con estrema precisione e lungimiranza.


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I vantaggi della holding di famiglia

Vantaggi fiscali

Il beneficio fiscale più evidente riguarda la tassazione agevolata dei dividendi provenienti dalle società partecipate. In base all’art. 89 del TUIR, la holding è tassata solo sul 5% dei dividendi ricevuti, con un’imposta effettiva pari all’1,2%, rispetto al 26% normalmente previsto per le persone fisiche.

Dal 1° gennaio 2026 la Legge di Bilancio (legge n. 199/2025) ha posto una condizione: l’esclusione del 95% spetta solo se la partecipazione è almeno pari al 5% del capitale della società che distribuisce gli utili oppure ha un valore fiscale di almeno 500.000 euro. Sotto queste soglie il dividendo è tassato per intero. Nella holding di famiglia, che di norma controlla le società operative, la condizione è in genere soddisfatta. Il regime PEX, disciplinato dall’art. 87 del TUIR, riguarda invece le plusvalenze realizzate cedendo le partecipazioni, esenti al 95% se ricorrono i requisiti di legge. È essenziale un’analisi preventiva per evitare contestazioni fiscali.

Un esempio concreto: Se una società operativa distribuisce 100.000 euro di utili, la persona fisica pagherebbe 26.000 euro di imposte. Con una holding, l’imposizione scende a soli 1.200 euro, lasciando una disponibilità di liquidità nettamente superiore. Il 26% non viene eliminato ma rinviato: si applica quando la holding distribuisce a sua volta gli utili ai soci persone fisiche. Il vantaggio consiste nel poter reinvestire attraverso la holding il 98,8% del dividendo ricevuto.

Altri vantaggi fiscali:

  • Possibilità di compensare utili e perdite tra società del gruppo;
  • Consolidato fiscale e IVA di gruppo (se si rispettano condizioni e limiti di legge);
  • Agevolazioni su plusvalenze in caso di cessione di partecipazioni;
  • Pianificazione strategica delle distribuzioni di utili.

Vantaggi patrimoniali

Dal punto di vista patrimoniale, la holding consente:

  • La separazione tra patrimonio operativo e patrimonio familiare: le società operative restano esposte ai rischi imprenditoriali, mentre gli asset strategici (immobili, riserve di liquidità, partecipazioni) restano al sicuro nella holding;
  • La protezione dai rischi delle società operative: la holding non risponde dei debiti delle controllate verso fornitori, banche o Fisco, salvo garanzie prestate o responsabilità per l’attività di direzione e coordinamento (art. 2497 del Codice Civile);
  • La semplificazione del passaggio generazionale: grazie alla concentrazione delle partecipazioni e all’accentramento della governance, si evitano frazionamenti, conflitti e rallentamenti in fase di successione.

 

Esempi reali di applicazione

Il caso più noto è quello della famiglia Agnelli con Exor N.V., la holding che detiene partecipazioni in società come Ferrari, Stellantis e Juventus. Ma il modello è replicabile su scala più piccola.

Esempio pratico*: Una famiglia possiede un’azienda manifatturiera e alcuni immobili commerciali. Decide di costituire una holding SRL familiare a cui conferisce:

  • Il 100% delle quote della società operativa;
  • I beni immobili destinati a locazione;
  • Le riserve finanziarie accantonate.

La holding incassa i canoni di locazione e i dividendi, gestisce in autonomia il portafoglio patrimoniale e, nel tempo, programma un passaggio generazionale ordinato attraverso patti di famiglia o statuti societari personalizzati. Il risparmio fiscale ottenuto grazie alla tassazione agevolata dei dividendi permette di reinvestire in nuove attività o diversificare gli investimenti.

*Si tratta di un esempio sintetico: nella realtà, ogni passaggio va pianificato con attenzione insieme a professionisti fiscali esperti.

 

Conclusioni

La holding di famiglia rappresenta una delle strategie più intelligenti e lungimiranti per chi desidera:

  • Pagare meno tasse in modo legale;
  • Proteggere il proprio patrimonio personale e aziendale;
  • Pianificare con serenità il passaggio generazionale;
  • Consolidare la gestione familiare dell’impresa.

Non si tratta di uno strumento riservato alle grandi realtà, ma di una struttura applicabile con successo anche alle PMI o alle famiglie con patrimoni immobiliari e societari da valorizzare.

Per ottenere tutti i vantaggi, è fondamentale pianificare la costituzione con l’aiuto di professionisti esperti in materia fiscale e societaria. Il pool di Metatasse è a disposizione per accompagnarti in ogni fase: dalla progettazione alla costituzione, fino alla gestione evolutiva della tua holding familiare.

FAQ sulla holding di famiglia

1. Come sono tassati i dividendi in una holding di famiglia?

I dividendi che la holding riceve dalle società partecipate concorrono al suo reddito solo per il 5% (art. 89 del TUIR). Applicando l’IRES al 24%, l’imposta effettiva è dell’1,2%: su 100.000 euro di dividendi la holding paga 1.200 euro. Dal 2026 serve una partecipazione di almeno il 5% del capitale o dal valore fiscale di almeno 500.000 euro.

2. Come sono tassati gli utili distribuiti dalla holding ai soci?

Quando la holding distribuisce utili ai soci persone fisiche si applica la ritenuta del 26%, come per qualsiasi dividendo. Il vantaggio della holding non è eliminare questa imposta, ma rinviarla: finché gli utili restano nella holding possono essere reinvestiti quasi per intero.

3. Qual è la differenza tra esclusione dei dividendi e regime PEX?

L’esclusione del 95% dei dividendi (art. 89 del TUIR) riguarda gli utili che la holding riceve dalle partecipate. Il regime PEX (art. 87 del TUIR) riguarda le plusvalenze che la holding realizza vendendo le partecipazioni, esenti al 95% se ricorrono i requisiti su periodo di possesso, classificazione in bilancio, residenza e attività commerciale della partecipata.

4. Conviene costituire una holding di famiglia?

Conviene quando le società operative producono utili che la famiglia intende reinvestire invece di prelevare, quando si vuole separare il patrimonio dai rischi d’impresa o preparare il passaggio generazionale. Se gli utili vengono comunque distribuiti subito ai soci, il vantaggio fiscale si riduce e va confrontato con i costi di gestione di una società in più.


Nei prossimi articoli esploreremo ulteriormente ogni aspetto delle holding, continuate a seguirci per ogni dettaglio e aggiornamento!